Dei segni e del vuoto – Personale 2013

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Il percorso artistico di Alfredo Dal Santo è una continua lotta tra il vuoto e la forma, sia essa forma di materia, di segno o di colore.

Il vuoto è come il gesto dell’alpinista esperto, che usando solo parzialmente la forza fisica, si fonde ed interpreta la morfologia delle rocce. La natura non è simmetrica ma si adatta alle necessità dell’ esistenza.

Le rocce si deteriorano a causa degli agenti atmosferici, le sommità degli alberi si orientano per cercare la luce, le loro radici scavano per trovare l’acqua.

Le opere di Alfredo Dal Santo vibrano alla ricerca di un equilibrio dettato dalle leggi della natura e dal suo profondo sentire umano. La terra sembra accettare di buon grado le lavorazioni ed i segni dell’artista che sono tesi e precisi come il suo instancabile percorso di ricerca e maturazione.

Nei suoi lavori il vuoto gioca un ruolo fondamentale come per il vaso di Lao Tzu che risulterebbe inutilizzabile se non presentasse la parte cava al suo interno.

A cura di: Chiara Cibin

La verità è ciò che noi chiamiamo arte. Essa è la certezza della comunicazione: la comunicazione è il bisogno che l’oggetto artistico, comunicando, diventi carattere universale della forma. In questo modo il valore fenomenico è e diventa la forma e il colore, il colore e la forma diventano strumenti essenziali della qualità dell’arte. Essi si amalgamano in un oggetto unitario, che si libra nella forma e all’interno di essa. E’ un movimento continuo delle capacità materiche che affrontano in questo modo la capacità e la quantità del quotidiano, l’arte individua questi “concetti” in modo da operare e sviluppare un’interpretazione che è segno dell’esistenza.

Il segno è magma che universalmente vive ed esiste nella materia; così l’opera di Alfredo Dal Santo “naviga” in questo magma di fuoco. Il fuoco è uno strumento essenziale della “ceramica”, però esso non basta, occorre precisare meglio il concetto di forma artistica, di capire la qualità e la quantità dell’agire magmatico dell’opera visiva. Il magma scivola sulla superficie e scivolando costringe la forma nel nulla. E’ il nulla che agisce come un parassita che evolve attraverso il caso ma soprattutto è l’azione gestuale che si appropria del nulla e fa sì che la materia diventi creatività.

A cura di: Mario Sommacampagna

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Una selezione delle opere esposte:

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